novembre 25, 2014

QUANDO L'ITALIA SI ABBOFFAVA DI BUONI ROMANZI


Quest'anno la lamentela corrente, si sa, è: nessuno legge più. Naturalmente le cose non stanno proprio così. Si legge meno, questo sì, come ha evidenziato di recente il rapporto Nielsen 2014, che parla di una flessione dal 49% al 43% della percentuale dei lettori in Italia.
Attorno a questi dati le analisi e le denunce si sono sprecate: colpa degli editori, colpa di internet, colpa degli e-book etc. etc.
Avrete capito dal modo sciatto con cui stiamo affrontando la questione che - personalmente - se si legge meno ci importa assai poco. Il problema, a nostro parere, è un altro. E cioè: cosa si legge? Se infatti si continuasse a leggere bellamente come prima, ma si continuasse a leggere schifezze, beh ci sarebbe lo stesso da stare poco allegri.

Detto questo, andiamo a vedere come stavano le cose quando l'Italia era "giovane", ovverosia in quei benedetti anni della ricostruzione (cui sarebbe seguito subito dopo il boom) che oggi molti ricordano con nostalgia e rimpianto.

Deposto il fascismo, gli editori tornano a pubblicare con una certa lena opere straniere.

(Renato Paresce)

Nel 1946 Mondadori edita Addio alle armi di Hemingway, che era uscito nel 1929.
Nel 1947 Einaudi pubblica, sempre di Hemingway, Morte nel pomeriggio (1932) e Verdi colline d'Africa (1935).
Un successo! al punto che nel 1957 Hemingway in Italia è ormai pubblicato tutto.
Nel 1949 Mondadori pubblica il romanzo più ostico di Thomas Mann, il Doctor Faustus, uscito solo due anni prima.
Nel 1952 Mondadori ed Einaudi pubblicano entrambi contemporaneamente una nuova traduzione dei Buddenbrook, scritto nel lontano 1901 e pubblicato in Italia la prima volta nel 1930 (Barion editore).
Nel 1954 Dall'Oglio ripropone, sempre di Mann, Altezza reale (prima edizione italiana 1933) e Einaudi nel 1955 fa conoscere Cane e padrone.
Ma la fame viene mangiando, perché nel 1960 Mondadori osa pubblicare l'Ulisse di Joyce (1922).
A dirla tutta Frassinelli l'aveva preceduta con Dedalus. E la stessa Frassinelli aveva bruciato le tappe facendo conoscere in Italia, già nel 1933, Il processo di Kafka (1925).

Per finire, nel 1950, per iniziativa dell'Einaudi viene tradotta in italiano l'opera più emblematica del '900 (anche se qualcuno suggerisce che appartenga di diritto all'800): La recherche di Proust (1913-1927).

(Massimo Campigli)

Ma più di queste indicazioni bibliografiche, vera manna solo per il bibliofilo, a farci capire cos'eravamo e cosa siamo diventati basta un solo dato: nel 1962 il volume dei libri stampati in Italia, rispetto al 1938, risulta aumentato del 150% e l'editoria di qualità può cominciare a guardare con un certo fiducia al futuro: se tanto ci da tanto, non è escluso che anche in Italia possa prendere piede un mercato di massa del libro, in grado -chissà- di far concorrenza ai fotoromanzi e ai rotocalchi.




Non va sottaciuto, in questo quadro "roseo", che questi sono anni fausti anche per i nostri autori.
Pavese pubblica nel quinquennio i romanzi della maturità:  nel 1947 Il compagno, nel 1948  Prima che il gallo canti, nel 1950 il suo capolavoro, La luna e i falò.




Sempre in quegli anni l'Einaudi esce con I gettoni, una collana economica ideata da Elio Vittorini, che pubblica (dal 1951 al 1958) solo opere di narrativa contemporanea, per lo più di autori italiani. Non tutti sconosciuti, ma la gran parte sì. Un gesto di fiducia nei confronti dei nostri autori e dei nostri lettori  che dovrà attendere gli anni '90 per essere bissato.

·         1. Franco Lucentini, I compagni sconosciuti 
·         2. Lalla Romano, Le metamorfosi 
·         3. Pietro Sissa, La banda di Dohren
·         5. Fortunato Seminara, Il vento nell'oliveto
·         6. Giovanni Pirelli, L'altro elemento
·         7. Mario Tobino, Il deserto della Libia
·         8. Carlo Cassola, Fausto e Anna
·         9. Italo Calvino, Il visconte dimezzato
·         10. Giovanni Arpino, Sei stato felice, Giovanni
·         11. Beppe Fenoglio, I ventitré giorni della città di Alba
·         12. Raul Lunardi, Diario di un soldato semplice
·         13. Remo Lugli, Le formiche sotto la fronte
·         14. Antonio Guerra, La storia di Fortunato
·         15. Mario La Cava, Caratteri
·         16. Mario Rigoni Stern, Il sergente nella neve: ricordi della ritirata di Russia 
·         17. Lalla Romano, Maria
·         18. Anna Maria Ortese, Il mare non bagna Napoli
·         19. Carlo Cassola, I vecchi compagni
·         20. Antonio Terzi, La sedia scomoda
·         21. Carlo Montella, I parenti del Sud
·         22. Renzo Biasion, Sagapò
·         23. Ottiero Ottieri, Memorie dell'incoscienza
·         24. Giampiero Carocci, Il campo degli ufficiali
·         26. Sergio Antonielli, La tigre viziosa
·         27. Italo Calvino, L'entrata in guerra
·         28. Fortunato Seminara, Disgrazia in casa Amato
·         29. Aldo De Jaco, Le domeniche di Napoli
·         30. Beppe Fenoglio, La malora 
·         31. Giuseppe Bonaviri, Il sarto della stradalunga
·         34. Nello Saito, Gli avventurosi siciliani
·         35. Giovanni Testori, Il dio di Roserio
·         36. Raffaello Brignetti, La deriva
·         39. Sergio Civinini, Stagione di mezzo
·         40. Dante Troisi, Diario di un giudice
·         41. Silvio Guarnieri, Utopia e realtà
·         44. Marcello Venturi, Il treno degli Appennini
·         45. Francesco Leonetti, Fumo, fuoco e dispetto
·         46. Angelo Ponsi, La dichiarazione
·         47. Manlio Cancogni, La carriera di Pimlico
·         48. Antonio Guerra, Dopo i leoni
·         50. Rolando Viani, I ragazzi della spiaggia
·         51. Gualtiero Ghizzoni, Il cappellaccio
·         52. Gino Cesaretti, I pipistrelli
·         53. Luigi Davì, Gymkhana-cross
·         54. Ottiero Ottieri, Tempi stretti
·         55. Giovanni Pirelli, L' entusiasta
·         56. Mario La Cava, Le memorie del vecchio maresciallo
·         57. Leonardo Sciascia, Gli zii di Sicilia 
·         58. Luciano Della Mea, Il colonnello mi manda a dire




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