novembre 06, 2014

ALL'ORIGINE DEI MAGNIFICI ANNI '90


Che per la nostra letteratura gli anni '90 siano stati anni insoliti, per certi versi entusiasmanti,  ce lo ricorda  MAURIZIO PISTELLI nel saggio La giovane narrativa italiana (Donzelli, 2013). Seguiamo la sua ricostruzione.

1980: la quota di mercato del "romanzo nazionale" è del 18%
1983: la quota di mercato del "romanzo nazionale" precipita al 12,7%

Fra gli addetti ai lavori si diffonde uno sterile disfattismo e qualcuno suggerisce addirittura di eliminare dai cataloghi i titoli degli autori italiani (tanto, per quello che contano...!).

Nel giro di pochi anni, tuttavia, la situazione si capovolge e negli anni '90 la scena è caratterizzata da una prorompente Nouvelle Vague italiana (volgarmente poi propagandata con l'etichetta  I cannibali).


(Martial Raysse)

Tuttavia l'inversione di tendenza inizia prima, e cioè proprio negli anni in cui la crisi del made in Italy sembra mordere più a fondo. E inizia quando al principio degli anni '80 si affacciano sulla scena alcuni giovani autori, a cui gli editori più lungimiranti vogliono dare credito malgrado siano degli sconosciuti.

1979 esce Boccalone di Enrico Palandri
1980 esce Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli
1981 esce Treno di panna di Andrea De Carlo

L'elenco non finisce qui (bisognerebbe anche citare Alain Elkann, Claudio Piersanti, Daniele Del Giudice, Aldo Busi, Roberto Pazzi). Ma sono questi tre personaggi la miccia che darà fuoco alle polveri.

Che cosa hanno in comune questi tre autori? 

Palandri  nasce a Venezia nel 1956,  si laurea in drammaturgia al DAMS.
Tondelli nasce a Correggio nel 1955 e frequenta anche lui il DAMS.
De Carlo nasce a Milano nel 1952 e si laurea in storia contemporanea.

L'assonanza più significativa è tuttavia quella di appartenere allo stesso milieu culturale, quello post sessantottino, che ha ormai decantato le posizioni massimaliste del '68 e che , grazie anche a maestri come Umberto Eco, ha ripreso a fare cultura. Un milieu di cui è rappresentante emblematico un altro allievo del DAMS, il personaggio forse più irrequieto di questa generazione: Andrea Pazienza
Disegnatore di fumetti, Pazienza è stato l'indiscusso protagonista di tre testate storiche: Cannibale, il Male e FrigidaireEra nato nel 1956 ed è prematuramente morto, forse per overdose, nel 1988.

Questi sono gli stessi anni che - negli USA - assistono al successo di Bret Easton Ellis, il cantore (con Meno di zero, 1985) della cosiddetta generazione perduta.

Ma i nostri "giovani romanzieri italiani" avevano cominciato a muovere le torbide acque della narrativa nazionale già qualche anno prima che Easton Ellis e l'altro esponente di spicco del cosiddetto minimalismo americano, David Leavitt (Family dancing, 1984) facessero scuola.  





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