Che per la nostra letteratura gli anni '90 siano stati
anni insoliti, per certi versi entusiasmanti,
ce lo ricorda MAURIZIO PISTELLI
nel saggio La giovane
narrativa italiana (Donzelli, 2013). Seguiamo la sua ricostruzione.
1980: la quota di mercato del "romanzo
nazionale" è del 18%
1983: la quota di mercato del "romanzo
nazionale" precipita al 12,7%
Fra gli addetti ai lavori si diffonde uno sterile disfattismo e qualcuno suggerisce addirittura di eliminare dai cataloghi i
titoli degli autori italiani (tanto, per quello che contano...!).
Nel giro di pochi anni, tuttavia, la situazione si
capovolge e negli anni '90 la scena è caratterizzata da una prorompente Nouvelle Vague italiana (volgarmente poi propagandata con l'etichetta I cannibali).
![]() |
| (Martial Raysse) |
Tuttavia l'inversione di tendenza inizia prima, e cioè
proprio negli anni in cui la crisi del made
in Italy sembra mordere più a fondo. E inizia quando al principio degli
anni '80 si affacciano sulla scena alcuni giovani autori, a cui gli editori più
lungimiranti vogliono dare credito malgrado siano degli sconosciuti.
1979 esce Boccalone
di Enrico Palandri
1980 esce Altri
libertini di Pier Vittorio Tondelli
1981 esce Treno
di panna di Andrea De Carlo
L'elenco non finisce qui (bisognerebbe anche citare
Alain Elkann, Claudio Piersanti, Daniele Del Giudice, Aldo Busi, Roberto Pazzi).
Ma sono questi tre personaggi la miccia che darà fuoco alle polveri.
Che cosa hanno in comune questi tre autori?
Palandri nasce
a Venezia nel 1956, si laurea in
drammaturgia al DAMS.
Tondelli nasce a Correggio nel 1955 e frequenta anche
lui il DAMS.
De Carlo nasce a Milano nel 1952 e si laurea in storia
contemporanea.
L'assonanza più significativa è tuttavia quella di appartenere allo stesso milieu culturale, quello post sessantottino, che ha ormai decantato le posizioni massimaliste del '68 e che , grazie anche a maestri come Umberto Eco, ha ripreso a fare cultura. Un milieu di cui è rappresentante emblematico un altro allievo del
DAMS, il personaggio forse più irrequieto di questa generazione: Andrea Pazienza.
Disegnatore di fumetti, Pazienza è stato l'indiscusso protagonista di tre testate storiche: Cannibale,
il Male e Frigidaire. Era nato nel 1956 ed è prematuramente morto, forse per
overdose, nel 1988.
Questi sono gli stessi anni che - negli USA - assistono al successo di Bret Easton Ellis, il cantore (con Meno di zero, 1985) della cosiddetta generazione perduta.
Ma i nostri "giovani romanzieri italiani" avevano cominciato a muovere le torbide acque della narrativa nazionale già qualche anno prima che Easton Ellis e l'altro esponente di spicco del cosiddetto minimalismo americano, David Leavitt (Family dancing, 1984) facessero scuola.


Nessun commento:
Posta un commento