novembre 01, 2014

DINO CAMPANA SIMPATICAMENTE DISSACRATO


« Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili... » (Dino Campana, 1930).



(tratto da Il mio doppio, di Pietro Cabrini & Rolando Solidago)
 Poi affondo nel nero e la mente, liberata dal controllo del corpo, mi porta  in Mugello. Atterro sgangheratamente a Marradi e dopo aver rassettato gli abiti stazzonati mi metto subito in caccia di Dino Campana. 
"Dino non c'è. È in Argentina".
"Accidenti, speravo di poterlo incontrare. Sono un suo ammiratore da tanto tempo e avrei voluto esternargli tutta la mia simpatia!".
"Ammiratore? Ma perché? Cos'ha fatto Dino di giusto per meritarsi della simpatia? Non è che sarà per caso anche lei un po' matto?".
"Mi dica, signora, in che anno siamo?"
"Ma è il 1907, perbacco. Lei in che mondo vive?".
"E mi dica, mi dica, ce ne sono di seriali a Marradi o posso stare tranquillo?"
"Seriali? Ma cosa dice. Per me lei è matto come il Dino. Senta, io me ne devo andare. È appena morto mio cognato e debbo far la denuncia".
"Oh, mi scusi tantissimo. Non lo sapevo e neanche lo immaginavo".
"Non si scusi. Sono io che mi sono attardata. Sa com'è. Non se ne vedono tanti di forestieri a Marradi. E poi lei indossa un vestito proprio eccentrico. Io faccio la sarta e quando lei mi ha chiesto del Dino, ho pensato che lei potesse essere un giornalista inglese".
"Mi dica, brava donna, ma di cosa è morto suo cognato?".
"È morto di peste, sventurato!".
"Oddio, ma a Marradi c'è la peste?".
"A Marradi l'yersinia è di casa".
"E cosa fate per curarla".
"Non lo chieda a me. Lo chieda al dottor Manolo Diaz Escobedo, che è il nostro medico condotto".
Ancora lui? Voglio proprio vedere se si ricorda di me. In teoria non mi ha ancora conosciuto. In teoria, anzi, lui non dovrebbe essere ancora nato. Come io d'altronde, visto che sono nato nel 1945. Ma questi sono paradossi di ordinaria amministrazione. Cosa vuoi che siano queste dissonanze spazio-temporali rispetto alle ben più serie disarmonie della vita pubblica nazionale e alla perversa tendenza della nostra storia a procedere per Ventenni funesti?

"Dottor Escobedo? Proprio lei?".
Il dottore sta uscendo dalla porticina di un tugurio. Ha le maniche arrotolate e corre a lavarsi le mani alla fontana pubblica, disinfettandosele prima con una strana saponetta viola.


(Oskar Kokoschka)
"Mi scusi se non le stringo la mano, ma sa, l'Yersinia è alquanto contagiosa..".
"Credevo che lei non credesse al contagio".
"Ebbene ho dovuto ricredermi. C'erano troppe coincidenze che deponevano a favore di questa teoria tedesca. Comunque credo di aver trovato un valido rimedio per questa stupida malattia infettiva".
"Sarebbe a dire?"
"Ha mai sentito parlare della penicillina?".
"Certamente! Ma credevo che nel 1907 non fosse stata ancora inventata!".
"Non faccia il difficile come sempre. Bene, la penicillina sembra che qualcosina faccia...".
"Scusi, ma in che anno siamo?".
"Ragazzo, lei ha proprio il cerebrum in poltiglia. Ma si guardi intorno. Non le vede tutte quelle case diroccate, annerite, ridotte a tizzoni? Chi crede che sia stato a ridurle così? Ma gli alleati, è ovvio!"

Il mio risveglio sa di buone lenzuola fresche di bucato. A cui si somma un delicato profumo di lavanda. Le lenzuola sono tutte stazzonate, come se in quel letto si fosse testé svolta una lotta all'ultimo sangue.
Perbacco, ma questo non è il mio letto! E perché io sono nudo? E di chi è quello splendido culo che mi volta le spalle?


(Remota Magnini)

"Ah, ti sei svegliato, finalmente! Alla buon'ora. Ha appena telefonato il conte che voleva conferire con te. Non si capacita del fatto che tu potessi essere a Marradi nel 1907. Ma cosa ci facevi tu, nel mio paese, e poi nel 1907?"
"Perché, anche tu sei di Marradi?".
"Sì, amorino. Sono di Marradi. Come Dino, il mio bisnonno".
"No, aspetta un momento. Dino Campana che io sappia non ha mai messo su famiglia. Si può sapere chi era la tua bisnonna?"
"Ma Sibilla Aleramo, ovvio. Il grande ed unico amore di Dino".









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