Mi è capitato per caso di intercettare un altro blog letterario. Assai più scafato, collaudato, vissuto del mio.
Intanto
il "loro" è un sito originale,
mentre questo è un sito prefabbricato da Google (Blogspot) personalizzato in maniera minima da me.
E
poi: "loro" sono probabilmente più di uno, mentre io qui mando avanti
la baracca da solo, aiutato soltanto dal mio alter ego (Rolando Solidago). Il che significa in pratica che UNO siamo e UNO restiamo.
Gli
faccio i complimenti, ai ragazzi di questo blog letterario (corsivizzo
perché non sono poi tanto certo che sia letterario veramente).
Ma
dissento su tutta la linea.
Che
faranno di male, dio buono, questi poveri ragazzi?
Vi
invito a prender contatto diretto con loro, anche se così facendo rischio di
perdervi tutti. Tanto può essere suadente la sirena della pseudo-democrazia (o
democrazia della rete o democrazia alla Beppe Grillo o come altro vogliamo
chiamarla), che oggi è così di moda e che, presso i rampanti, ha sostituito la
magica CLASSE risolvi-tutto che negli anni della mia giovinezza riempiva tutte
le bocche, tutti gli scritti, tutte le conferenze.
Ecco,
l'ho fatto! mi sono tagliato le palle da solo. Vi ho segnalato il concorrente
più civettuolo, più sgarzulino, più populista che ci sia in rete. Il blog
sirena. Il blog che titilla il narcisismo insito in noi fin dalla prima
infanzia.
Ma
perché, dio buono, l'ho fatto? voglio forse
darmi la zappa sui piedi?
Ma
è ovvio! perché io ho una posizione eminentemente elitaria, spocchiosa, dandy.
Ho un sacco di puzza sotto il naso e dunque non mi interessa rastrellare a
tutti i costi i consensi. Io ho inoltre una visione dello scrivere (e dell'arte in genere) come processo solitario. Dunque, pur non rifiutandole a priori, non sono interessato alle prassi di scrittura collettive.
Loro,
invece. Loro... sono democratici, egualitari, di massa. Loro
sono i lettori!
Eccoli
qui i peones che si sono ribellati a quei noiosi dei critici e a quei noiosi degli
scrittori solipsisti. E che scimmiottano i noiosi critici
e gli ancor più noiosi scrittori, dandosi alla lettura creativa (una bella pubblicità gratuita per gli editori,
suggerisce impertinente Rolando).
A chi si rivolgono? voglio essere impertinente e caustico, a costo di essere ingiusto: a tutti coloro che amano il divertimento, la comica, l'happy hour, l'autoreferenzialità e che odiano lo sforzo, l'applicazione, i severi studi, l'arte che non bamboleggia.
Insomma,
a tutti coloro che sono stati nutriti non a letture corroboranti e formative,
ma sono stati lanciati a briglia sciolta nel mondo, come orde priapesche, al grido di: la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca (è qui che, a mio parere, è
cominciato, nel 1976, il post-moderno).
Ma
vediamolo più da vicino questo benedetto blog.
Il
loro slogans, intanto, è tutto un programma: "La letteratura è noiosa" ti
dicono così senza mezzi termini.
Una
loro iniziativa divertente è il libretto rosa, che loro definiscono "una
buona base di partenza per riportare i lettori e la lettura al centro del
mondo editoriale, attraverso il dialogo serrato con gli altri soggetti che lo
abitano".
Il loro credo è la lettura sociale, vale a dire una lettura
in cui "ognuno aggiunge i propri commenti, le proprie idee, le proprie
correzioni".
Il loro programma politico è
costruire "un futuro in cui gli scrittori, gli editori, i librai e tutte
le altre figure del mondo editoriale dialoghino con i lettori allo scopo di
costruire, insieme, delle visioni alternative alla realtà che ci circonda".
Bella utopia, non c'è nulla da
dire. Ma è una utopia che sottintende un grosso fraintendimento: "Siamo
lettori e narratori ad un tempo. Noi siamo i nostri autori".
Eccole qui le novelle guardie
rosse!
Ma con chi se la prendono in
particolare questi ragazzi, che a quanto mi risulta nessun Mao ha mai
sdoganato, per cui si suppone che si siano autoproclamati guardie rosse (non è forse vero che agitano un libretto rosa?)?
Se la prendono con i critici, che a loro parere sono tremendamente noiosi (ecco
perché ho parlato prima di amanti dell'happy hour. Non certo per denigrare, ma
per sottolineare la componente anti-professionale che circola in questo blog).
Ma, attenzione! Se se la
prendessero solo con i critici, poco male. I critici - e lo sanno perfettamente
anche loro - ormai contano come il due di picche. Quindi l' aspro attacco che
il blog muove ai noiosi giunge un
tantino in ritardo.
Epperò se la prendono anche con
l'Autore, che a loro dire è morto, sepolto, cremato e inumato da un
bel dì, ma che qualche anima dispettosa ogni tanto tenta di riesumare.
"Dichiarato morto già diversi decenni fa, il suo cadavere viene puntualmente resuscitato dai Dr. Frankenstein della critica e della comunicazione, che deliberatamente ignorano tutte le prassi di scrittura che hanno demolito l’immagine dell’Autore con la A maiuscola".
Viva
la rivoluzione! Quando vedremo cadere le prime teste?
P.S. Naturalmente io non simpatizzo affatto per l'attuale
"regime" editoriale. Ma questo tipo di attacco alla "casta"
degli scrittori e dei critici (che ormai casta
non lo è più da un bel pezzo) oltre ad essere becero non consente di vedere i
veri problemi e si traduce in una delirante corsa in avanti verso qualche nuovo
paradiso artificiale ideologico.



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