In un precedente post
(Che fine hanno fatto questi romanzieri)
accennavo con un certo rammarico al declino di tanti scrittori italiani attivi a partire dagli anni '50,
oscurati dalla fama di autori come Pavese, Vittorini, Moravia, Pasolini,
Calvino... che il canone ha consacrato come "maggiori".
Tali scrittori, se non sono proprio scomparsi nell'oblio più totale, ad andar bene sono diventati degli autori minori, di cui ancora si parla qualche
rara volta.
Un criterio per
stabilire se sono dei minori o sono dei desparecidos
è la presenza di una voce dedicata a loro su Wikipedia, la ben nota (e per fortuna che c'è!) enciclopedia del
web.
Il Dizionario biografico degli italiani
sarebbe il posto giusto. Peccato che l'opera sia ancora
lontana da una conclusione (si stima che manchino 10 anni per arrivare alla Z).
Quindi se ne può fare un affidamento solo parziale.
Qualcuno di questi autori
divenuti minori qualche volta incoccia
tuttavia in un destino meno avverso, come è capitato a Laura Di Falco, pseudonimo di Laura Anna Lucia Carpinteri, siciliana di Siracusa
(1910-2002) e sorella di un'altra scrittrice, Teresa Carpinteri.
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| (foto di Carell Ghitta) |
Di recente la
scrittrice, che in vita ha ottenuto parecchi riconoscimenti (è stata per esempio finalista del premio
Strega nel 1976), ha avuto la buona
sorta di essere riscoperta.
In primis da Salvatore
Granata, che due anni prima della morte dell'autrice, per i tipi della Lussografica di Caltanisetta ha
pubblicato un suo romanzo inedito (Figli
e fiori) e una raccolta di racconti.
Successivamente da una
giovane imprenditrice siracusana, Fausta Di Falco, che di recente ha fondato la casa editrice VerbaVolant e che nel 2012 ha cominciato a
ripubblicare i romanzi più conosciuti dell'autrice.
Una donna disponibile (1959 e VerbaVolant
2014)
Le tre mogli (1967 e VerbaVolant
2012)
L'inferriata (1976 e VerbaVolant
2012
Di Laura Di Falco se ne è occupata anche una prolifica studiosa della letteratura al femminile,
Donatella La Monaca, ricercatrice
presso l'Università di Palermo e autrice di Scrittrice
siciliane del Novecento (Flaccovio 2008), nonché di numerosi altri saggi.
« Montale è stato il mio primo recensore e mi ha sempre mantenuto, fino ad ora, il privilegio della sua amicizia. Palazzeschi per sua bontà diceva che ero una delle sue più serie scrittrici italiane. Di Commisso ho cento trenta lettere che penso un giorno di pubblicare. Ma il rapporto più caro di amicizia e simpatia è stato con Vitialiano Brancati e con il compianto Ercole Patti. Ho cercato di avere rapporti epistolari con Sciascia ma lui non mi ha mai risposto. »
Io personalmente non ho letto nulla di questa scrittrice, anche se mi riprometto di acquistare almeno i romanzi pubblicati da VerbaVolant. Non sono perciò in grado di esprimere una mia valutazione sull'autrice (mi aspetto peraltro di leggere romanzi con un impianto schiettamente naturalistico, ma ricchi di attenzione per la psicologia femminile). Né sono in grado di valutare il senso di questa riscoperta. Per ciò mi limito per ora a segnalare il caso, che di per sé riveste un certo interesse.



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