La Sicilia... la donna. Sono forse questi
lo Scilla e Cariddi delle 6 autrici siciliane a cui Donatella La Monaca ha dedicato il saggio di cui abbiamo parlato in un altro post? E che noi stiamo
qui rileggendo per ricavarne altri spunti e visualizzare
altri scorci?
La domanda va messa necessariamente in
standby, perché già il solo sbilanciarsi a parlare di letteratura femminista
per alcune di queste scrittrici può scatenare polemiche.
Procediamo perciò a piccoli passi e
chiediamoci per cominciare: quanta e quale Sicilia c'è in queste sei autrici
che, messe in fila una dopo all'altra, con la loro vita brillante, i loro
premi, i loro successi editoriali occupano un arco di tempo lungo un secolo?
Teresa Carpinteri, la più "vecchia" del sestetto, è oggi in un cono d'ombra.
Mentre la sorella, Laura Di Falco ha di recente ricevuto l'onore di riedizioni
plurime (VerbaVolant), le opere di Teresa Carpinteri sono
confinate su scaffali polverosi (Mare Magnum ne è sprovvisto, ma c'è invece una copia
della Dionea -del 1971- in un circuito alternativo).
Del 1959 il suo primo romanzo (La signora di Belfronte, premio Corrado Alvaro), del 1983 l'ultimo,
Siracusa città
fortificata.
Già questi due titoli suggeriscono il
radicamento in terra siracusana della sua letteratura. D'altronde, pur vivendo sul
continente, come la sorella, ella pubblicherà quasi sempre con Flaccovio.
Con la Signora di Belfronte (che uscì a un anno di distanza dal Gattopardo) siamo nella memorialistica familiare.
Con la Dionea, del 1971, l'autrice sceglie come voce
narrante un pescatore di Ortigia e ci introduce in un mondo di desolazione e di
delirio, con sullo sfondo l'immagine di una donna inquietante che porta il nome
di una pianta carnivora. Troppo scarna l'antologia apprestata da Donatella La Monaca per capire dove va a parare il romanzo (un riassunto dell'opera avrebbe giovato). Ma
basta per intuire che abbiamo di fronte una prosa raffinata e matura di grande
interesse.
Il penultimo romanzo, L'Eringio, del 1978, è dedicato alla vita di una
donna in rotta di collisione con il mondo familiare e alla ricerca di una identità
autonoma. È la biografia romanzata della poetessa siciliana Mariannina Coffa Caruso. La voce narrante diventa questa volta, dunque, femminile. Ma più che
l'impianto ottocentesco evidenziato da La Monaca (a cui siamo costretti a prestar fede), colpisce nelle poche pagine
antologizzate l'urgenza di una presa di posizione polemica che a volte produce suoni
stridenti.
Una scrittrice, Teresa Carpentieri, che, pur dando la sensazione
di appartenere a un altro mondo, rispetto a quello letterario maschile di quegli
anni, con i suoi conati sperimentali e/o militanti, fa scattare in noi la voglia postuma di conoscerla più da
vicino.

Nessun commento:
Posta un commento